Strategie di imaging enterprise per Merger & Acquisition

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Tre strategie per ridurre al minimo gli impatti sull’Imaging dopo una fusione.

Por Don Dennison consulente per l’IT.

In quanto consulente per l’IT sanitaria, incontro gli executive senior degli ospedali statunitensi. Considerando il trend odierno di acquisizioni e di forti associazioni nella sanità, non sorprende che, per gli executive senior e per i responsabili dei dipartimenti che ne saranno coinvolti, il tema sia in primo piano. Durante e dopo un’acquisizione, si pone grande attenzione al mantenimento della regolare operatività dei servizi di imaging. Questo richiede che le immagini siano poste in sicurezza e accessibili nelle varie strutture sanitarie. Per affrontare il problema è necessaria una solida strategia post-merger di imaging con portata enterprise, ossia multipresidio e multidipartimentale. Recentemente, l’Institute for Health Technology Transformation (iHT2) ha intrapreso un progetto di ricerca, al quale ho partecipato. Ne sono scaturiti un white paper dettagliato e un webinar che hanno studiato tre strategie principali d’integrazione:

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  • Strategia incentrata sui PACS Dipartimentali
  • Strategia incentrata sullo Storage Enterprise
  • Strategia Cross-Enterprise

Strategia incentrata sui PACS Dipartimentali

Alcune organizzazioni sostituiscono tutti i disparati Picture Archiving and Communications Systems (PACS), degli ospedali e delle cliniche acquisite, con un singolo PACS enterprise centralizzato, condiviso da diverse strutture. A breve termine questa strategia “stacca e sostituisci” può essere costosa, ma chi la propone afferma che fornisce il migliore livello di produttività tra le strutture e che a lungo termine fa risparmiare denaro. Tuttavia, chi dissente afferma che è fonte di sensibili interferenze e che spesso obbliga le strutture a condividere impostazioni di sistema e workflow similari, che possono variare in base al tipo di servizi offerti. Ad esempio, un ospedale di un’area rurale con radiologi generali offrirà servizi differenti rispetto a un ospedale universitario con parecchi radiologi delle varie sottospecialità.

Spesso questa strategia include un visualizzatore enterprise che è connesso ai server di molteplici PACS legacy, per rendere accessibili agli utenti le immagini in essi memorizzate, frequentemente dall’interno dell’Electronic Medical Record (EMR). Senza il visualizzatore, il medico, o in genere l’utente, dovrebbe lanciare il singolo PACS operando da ciascuna delle strutture, e non sarebbe in grado di visualizzare gli esami di imaging (e i risultati) da sedi differenti con un confronto fianco a fianco all’interno di un unico visualizzatore.

La strategia incentrata sui PACS dipartimentali, con visualizzatore universale, nel caso di un numero limitato di sistemi è una soluzione ad interim ragionevole, anche se non ideale. Il sistema PACS legacy risponderà con variabili livelli di dettaglio alle query per gli studi, limitando le informazioni disponibili agli utenti. Inotre, poichè il workflow di imaging riguarda non solo la semplice estrazione dell’immagine, non è realistico pensare che 15 o 20 PACS differenti operino insieme in modo lineare e scorrevole.

Strategia incentrata sullo Storage Enterprise

Lo storage enterprise, conosciuto anche come vendor-neutral archive (VNA), è un data repository (archivio strutturato) che consolida (in un archivio unificato, dotato di una master directory) le immagini mediche e i dati associati provenienti da più sedi e dipartimenti di imaging. Il VNA sostituisce gli archivi distribuiti di ciascun PACS dipartimentale e diventa il repository per i dati di imaging condivisi per l’Electronic Health Record (EHR) enterprise. Il VNA permette agli utenti di accedere alle immagini provenienti sia dai PACS enterprise che legacy, prima della sostituzione di tali sistemi.

Il mio co-presentatore del webinar, Ludovic d’Apréa, General Manager Carestream Health, fa notare che un vantaggio chiave di un VNA è che esso sfrutta un workflow basato su standard, andando oltre la gestione di dati radiologici. Tuttavia, con alcuni sistemi legacy che archiviano i dati in formati proprietari la migrazione dei dati può essere difficile e richiedere tempo. Questo rende problematica per i provider la transizione da un PACS autonomo ai vantaggi di un repository enterprise. d’Apréa segnala che l’adozione del VNA è stata accelerata dalla frustrazione dei clienti bloccati su PACS legacy.

Negli Stati Uniti, è più probabile che il VNA sia collocato presso le strutture del provider sanitario piuttosto che in un cloud pubblico. Inizialmente, il costo per la realizzazione di uno storage onsite o di un cloud privato è minore. Tuttavia, se si considera anche l’obsolescenza tecnologica, spesso si scopre che il TCO / Total Cost of Ownwership è minore nel caso d’implementazione in un cloud pubblico.

Strategia Cross-Enterprise

Diversamente dal VNA, che aggrega in un unico repository i dati di imaging, la strategia cross-enterprise utilizza una soluzione “federativa” per la localizzazione e la visualizzazione delle immagini presenti nei PACS legacy, senza richiedere la migrazione dei dati. Tale strategia utilizza un “index overlay” (indice sovrastante) che opera come worklist PACS cross-enterprise. In quest’architettura, i PACS legacy funzionano come archivi a livello delle strutture, mentre i medici utilizzano il nuovo strato federativo per il workflow clinico tra le strutture, ottenendo un’unica worklist globale e lo stesso insieme di strumenti diagnostici e di refertazione. In questo modo è possibile mitigare l’esigenza di una migrazione immediata, permettendo alle organizzazioni di eliminare gli archivi legacy gradualmente, con un passo ottimizzato specificamente e una sequenza impostata in base alle priorità.

La worklist globale offre molti altri benefici. Può non solo equilibrare il carico di lavoro tra le sedi; permette anche, all’organizzazione di nuova costituzione, di formare gruppi di refertazione di sottospecialità e di offrire nuovi servizi. Spesso queste worklist possono supportare numeri ID multipli per il paziente, utilizzando un Master Patient Index (MPI). Inoltre, un visualizzatore per imaging enterprise integrabile nell’EHR e che offra la funzionalità IHE XDS Document Consumer, permette agli utenti di accedere a contenuti clinici multiformato direttamente dai repository. La soluzione rende possibile a breve termine l’accesso cross-enterprise, consentendo alle organizzazioni di posporre l’acquisto e l’implementazione di una piattaforma di imaging centralizzata, afferma d’Apréa.

In genere, personalmente, non sono un sostenitore dell’idea di raggruppare PACS disparati multipli, poiché sono caratterizzati da workflow e interfacce differenti, ed è inefficiente mantenere tutti questi sistemi e ampliare le loro capacità di memorizzazione. Tuttavia, alcuni fornitori hanno sviluppato sofisticati sistemi di gestione cross-enterprise che forniscono un visualizzatore unificato per tutti i dati di PACS multipli, e anche capacità avanzate di gestione dati.

Un approccio federativo di cross-management tra i vari sistemi potrebbe offrire benefici anche a reti community-based, e funzionare da soluzione ponte in alcune situazioni dopo un merger. Ad esempio, nel caso un sistema sanitario venga integrato clinicamente con un ospedale acquisito recentemente, che operi con un PACS differente, allora il modello cross-management potrebbe contribuire al miglioramento del loro workflow. Una strategia cross-enterprise può anche stabilire le fondamenta per la gestione di tutti i contenuti di imaging, afferma d’Apréa. La piattaforma core, una volta costruita, può essere espansa facilmente ad altre aree specialistiche.

Conclusioni

Queste tre strategie per l’integrazione dei PACS presentano tutte dei pro e dei contro specifici, in base alla situazione che l’organizzazione affronta dopo il M&A. Alcune organizzazioni dispongono delle risorse da investire in un PACS centralizzato, e nel momento in cui acquisiscono altri provider, hanno la capacità tecnica di sostituire i propri PACS entro pochi mesi. Altre organizzazioni potrebbero non essere in grado d’investire immediatamente in misura così rilevante, preferendo a breve termine ricorrere ad altre strategie d’integrazione. Non di rado, si osserva nello stesso sistema sanitario una combinazione di tali strategie. Una regione potrebbe consolidare tramite PACS mentre altre regioni potrebbero condividere un VNA che si collega ad altre enterprise come proxy per quei sistemi. Tuttavia a lungo termine, l’obiettivo dovrebbe essere una piattaforma di imaging enterprise, con un VNA centralizzato che offra un accesso facile e rapido a tutte le immagini.

Indipendentemente dalla soluzione che l’organizzazione adotta, l’integrazione dei PACS tra le strutture è un processo costoso e che richiede tempo, da affrontare con un insieme di capacità specialistiche. I leader del settore sanitario devono assicurare che, qualsiasi sia il percorso da loro scelto, l’integrazione non arrechi problemi ai provider e nei processi di cura. Scegliendo la strategia giusta per l’organizzazione ed eseguendola correttamente, l’integrazione PACS e l’accesso alle immagini nell’EHR dell’organizzazione costituirà un vantaggio competitivo, condurrà a un’efficienza maggiore e a una cura maggiormente coordinata per i pazienti nell’intera enterprise. Per maggiori informazioni guarda il webinar o leggi il white paper.

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Don K Dennison

 

 

 

 

 

 

Don Dennison è un consulente per l’IT sanitaria, specializzato nell’integrazione dei dati delle immagini mediche e nel consolidamento dei sistemi. Visita il suo sito Web all’indirizzo http://dondennison.com e seguilo su Twitter @DonKDennison

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