Hot Topic e tendenze 2017 nella radiologia

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Le nuove tendenze della radiologia nel 2017 includono l’intelligenza artificiale, la tecnologia indossabile (wearable), l’internet delle cose (internet of thing) e la stampa 3D

Che cosa si possono aspettare per il 2017 i radiologi e gli altri specialisti interessati ai temi dell’imaging diagnostico? I temi caldi e le tendenze di quest’anno rifletteranno sicuramente molte delle novità che sono già state anticipate durante l’RSNA 2016, l’incontro annuale della Società Radiologica del Nord America. La tecnologia, in particolare, continuerà la sua corsa nel campo dell’intelligenza artificiale, delle tecnologie indossabili, del IoT (Internet of Things) e della stampa 3D andando a influenzare qualunque specialità medica, in primis la radiologia.

“Questo periodo storico è il momento più interessante nella storia della sanità e della medicina” ha affermato Zen Chu, direttore medico del Accelerated Ventures e docente al MIT Sloan School of Management, in un’intervista al Medical Marketing and Media. “Grazie soprattutto alle possibilità di sviluppo offerte dalle nuove tecnologie che incidono sempre più sia sul valore del nostro lavoro sia sulla qualità delle cure che i pazienti ottengono dal servizio sanitario”.

Nel 2017 la radiologia diventerà sempre più fondamentale rispondendo alle necessità dei propri stakeholder, a partire dai medici di riferimento, i collaboratori, enti previdenziali e assicurativi e in particolare i pazienti.

Questa sensazione è stata anche sottolineata il primo giorno del RSNA dal Dr. Robert Wachter che, davanti a una platea di quasi 60.000 professionisti di radiologia, colleghi, amici e media, ha sottolineato: “La radiologia è pronta per il cambiamento”.

L’intelligenza artificiale nella radiologia

Oltre al generale tema del cambiamento, l’intelligenza artificiale è stato uno degli argomenti più discussi nelle sale dell’RSNA. In molti hanno osservato con un mix di stupore e scetticismo “The Eyes of Watson”, il display diagnostico di Watson. Eliot Siegel, il cui recente blog sull’intelligenza artificiale è apparso su Everything Rad, è stato uno dei membri di un gruppo di esperti che ha affrontato il tema del riconoscimento computerizzato (machine recognition).

Il Dr. Siegel ha sostenuto che “questi miglioramenti nel riconoscimento delle immagini non sono applicabili alla radiologia a causa della quantità e complessità di informazioni che questa richiede”. Per il momento, quindi, i radiologi possono tirare un respiro di sollievo ma hanno comunque bisogno di investire sulle nuove tecnologie aggiungendo valore al lavoro quotidiano attraverso una collaborazione più stretta con i medici di riferimento, tutto a vantaggio e beneficio dei pazienti.

Aunt Minnie ha recentemente pubblicato un articolo che riguardava le applicazioni in radiologia di dispositivi indossabili di overlay come i Google Glass e le HoloLens di Microsoft allo scopo di visualizzare ologrammi che potrebbero aggiungere ulteriori informazioni durante gli interventi chirurgici guidati dalle immagini. In aggiunta, i Google Glass possono anche aiutare a visualizzare il campo visivo durante un’ecografia. Questi dispositivi, dunque, potrebbero anche favorire una collaborazione più stretta tra medici, radiologi e altri specialisti.

Modelli anatomici in 3D

La stampa 3D è un altro settore che ha interessato i radiologi e altri medici in quanto rappresenta una grande opportunità per dare vita a studi che, fino a oggi, erano disponibili solo in modalità 3D, TAC o MRI. Carestream ha recentemente annunciato un accordo con Materialise che consente ai medici di realizzare un modello anatomico a partire da un file 3D prodotto dalla Carestream Clinical Collaboration Platform. Altre applicazioni per i modelli in 3D sono ovviamente la formazione clinica e le relazioni con i pazienti, temi di cui sicuramente sentiremo ancora parlare nel corso del 2017.

Internet delle cose

IoT, o Internet delle cose, è stato coniato a partire dal 2008 quando il numero di dispositivi collegati ha superato il numero di persone sul pianeta. Da allora, sono state sviluppate una serie di applicazioni che vanno dal monitoraggio da remoto delle scorte di magazzino al monitoraggio a distanza della salute, dal controllo del consumo di energia alle prestazioni di un motore. Queste e una miriade di altri usi spiegano perché il settore delle IoT è in rapida crescita.

La collaborazione con i dispositivi mobile non è solo il futuro, è qui ora

Ecco alcune delle applicazioni:

  • Teledoc è un app disponibile su Apple Store o Google Play che conta oltre
    17 milioni di membri connessi a 3.600 operatori sanitari autorizzati, tra cui medici, dermatologi, e terapisti. Attraverso l’applicazione è possibile collegarsi agli operatori sanitari, via video o chiamata telefonica, contando su un tempo medio di risposta di 10 minuti circa, 24 h su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno
  • Kaiser Permanente ha collaborato con HealthSpot per una “partnership per la realizzazione di una stazione pilota per gli impiegati di una contea che facevano parte della rete sanitaria Kaiser Permanente[1]. Il progetto, della durata un anno, ha facilitato la cura a distanza tramite video ad alta definizione.
  • Carolinas HealthCare System è un progetto pilota impiegato per ridurre la riammissione in ospedale dei pazienti con una diagnosi primaria di insufficienza cardiaca. Durante il progetto “i pazienti hanno incontrato il team tramite la telemedicina, in videoconferenza e con uno stetoscopio usato in periferica”. I risultati sono stati stupefacenti: a seconda dei casi di studio ATA, il tasso di riammissione al CMC-L è sceso dal 19,39% al 9,82%[2] in soli 30 giorni

Le tecnologie indossabili sono finalmente maggiorenni

Alla Texas A&M c’è un team che sta lavorando su un nuovo SmartWatch che ha lo scopo di aiutare gli infermieri a gestire i propri carichi di lavoro. PC Magazine ha recentemente recensito i nove migliori smartwatch del 2016 (molti dei quali sono stati indossati dai radiologi presenti al RSNA). La maggior parte di questi orologi hanno installato al polso una grande varietà di applicazioni di salute e fitness. Degni di nota, in particolare, sono l’Apple Watch e Pebble e il fatto che molti sono compatibili sia con Apple sia con Android. C’è anche uno smart watch di alta moda, l’orologio di Breitling che costa intorno agli $ 8,900.

Senza dubbio, la tecnologia continuerà a trasformare l’imaging sanitario come sta già facendo con qualsiasi altro aspetto della vita quotidiana. Ma quale di queste tecnologie avrà il maggior impatto nel campo dell’imaging sanitario? Quali, invece, saranno quelle che si andranno a esaurire? Ci piacerebbe capire cosa ne pensate!

Robert Dostie è Senior Director del Worldwide Sales Enablement CRM and Marketing di Carestream Health.

[1] Caso di studio American Telemedicine Association (ATA): Kaiser Permanente + HealthSpot Pilot: Onsite Telehealth Provides Quality Care for San Diego County with Convenience and Ease.

[2] Caso di studio American Telemedicine Association (ATA): Carolinas HealthCare System: Successfully Reducing Hospital Readmisions for Advanced Heart Failure Patients.

Strategie di imaging enterprise per Merger & Acquisition

Tre strategie per ridurre al minimo gli impatti sull’Imaging dopo una fusione

In quanto consulente per l’IT sanitaria, incontro gli executive senior degli ospedali statunitensi. Considerando il trend odierno di acquisizioni e di forti associazioni nella sanità, non sorprende che, per gli executiveenterprise-imaging-strategies senior e per i responsabili dei dipartimenti che ne saranno coinvolti, il tema sia in primo piano. Durante e dopo un’acquisizione, si pone grande attenzione al mantenimento della regolare operatività dei servizi di imaging. Questo richiede che le immagini siano poste in sicurezza e accessibili nelle varie strutture sanitarie. Per affrontare il problema è necessaria una solida strategia post-merger di imaging con portata enterprise, ossia multipresidio e multidipartimentale. Recentemente, l’Institute for Health Technology Transformation (iHT2) ha intrapreso un progetto di ricerca, al quale ho partecipato. Ne sono scaturiti un white paper dettagliato e un webinar che hanno studiato tre strategie principali d’integrazione:

  • Strategia incentrata sui PACS Dipartimentali
  • Strategia incentrata sullo Storage Enterprise
  • Strategia Cross-Enterprise

Strategia incentrata sui PACS Dipartimentali

Alcune organizzazioni sostituiscono tutti i disparati Picture Archiving and Communications Systems (PACS), degli ospedali e delle cliniche acquisite, con un singolo PACS enterprise centralizzato, condiviso da diverse strutture. A breve termine questa strategia “stacca e sostituisci” può essere costosa, ma chi la propone afferma che fornisce il migliore livello di produttività tra le strutture e che a lungo termine fa risparmiare denaro. Tuttavia, chi dissente afferma che è fonte di sensibili interferenze e che spesso obbliga le strutture a condividere impostazioni di sistema e workflow similari, che possono variare in base al tipo di servizi offerti. Ad esempio, un ospedale di un’area rurale con radiologi generali offrirà servizi differenti rispetto a un ospedale universitario con parecchi radiologi delle varie sottospecialità.

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