Cookie sul Sito Carestream
Usiamo i cookie per darti l'esperienza migliore sul nostro sito. Puoi navigare sul sito Carestream con i cookie disabilitati; tuttavia, la tua visita migliorerà significativamente se i cookie saranno attivi. Se continui senza cambiare le impostazioni, concordi nel ricevere tutti i cookie. Comunque, se lo ritieni opportuno, puoi cambiare le impostazione dei cookie in qualunque momento.

Se vuoi saperne di più (questo è il link alle nostre politiche sulla privacy, dove sono dettagliate le informazioni su come utilizziamo i cookie e su come cambiare le loro impostazioni). Continua

Mammografia - Perché le densità delle esposizioni settimanali su pellicola con oggetto test differiscono nel tempo nonostante si utilizzi lo stesso tipo di pellicola?

Rilevare densità misurate differenti su differenti emulsioni dello stesso tipo di pellicola dallo stesso fabbricante non solo è possibile; è molto probabile che accada — per molte ragioni. La vera domanda è QUANTA variazione della densità, ad esempio, in un gradino di Densità Intermedia (ossia, in un “gradino di rapidità”) o densità dell'oggetto test ACR a un livello di densità similare è considerata ragionevole o “entro limiti accettabili”?

In questo documento si discute una serie di possibili sorgenti di variabilità della densità misurata. Ci si augura che l'esame di queste informazioni possa risparmiare a chi legge sforzi non necessari o non correttamente indirizzati per affrontare le variazioni nelle densità della pellicola su immagini con oggetto test ACR.

Mentre un singolo fattore può essere all'origine delle variazioni di densità, spesso sono coinvolte variabili multiple, e ciascuna variabile contribuisce a una certa quota della variazione totale misurata della densità. Il documento seguente illustra le variabili di sistema riscontrate più frequentemente.

 

Alcune possibili sorgenti delle variazioni di densità per le pellicole trattate
Lista di controllo parziale per le esposizioni con raggi X Utilizzo di differenti numeri d'emulsione o lotto di pellicola/invecchiamento 
Marca, tipo(i), corretta miscelazione e invecchiamento dei prodotti chimici 
Effetti di “stagionatura” sui prodotti chimici derivanti dal trattamento delle pellicole 
Tassi di integrazione dei prodotti chimici 
Apparecchiature radiografiche differenti 
Accuratezza della calibrazione delle apparecchiature per esposizione radiografica/ripetibilità dell'esposizione nel tempo 
Impostazioni prescelte per l'esposizione radiografica 
Scelta della cella(e) AEC/posizione della cella(e) AEC (AEC = controllo automatico esposizione) 
Posizionamento dell'oggetto test/parte anatomica sopra la cella AEC 
Differenze nella collimazione utilizzata 
Integrità/condizioni della luce di sicurezza 
Inserimento nella sviluppatrice delle pellicole mammografiche con l'emulsione verso l'alto e verso il basso piuttosto che sempre nello stesso modo 
Inserimento nella sviluppatrice delle pellicole a destra/a sinistra/al centro piuttosto che sempre nello stesso modo 
Utilizzo di cassette differenti 
(Segue il n° 14 sopra): utilizzo di schermi di rinforzo differenti 
Pellicola caricata/orientata in modo non corretto nella cassetta 
Utilizzo di oggetti test differenti 
Miscellanea di pellicole in sviluppatrice(i) non dedicata 
Intervallo di tempo variabile dopo l'esposizione e prima del trattamento 
Caratteristiche di reciprocità della pellicola 

 

UTILIZZO DI DIFFERENTI NUMERI D'EMULSIONE O LOTTO DI PELLICOLA/INVECCHIAMENTO 
NON è atipico avere lotti di emulsione differenti della stessa pellicola dallo stesso fabbricante che presentino caratteristiche sensitometriche differenti, ad esempio per gradiente medio (contrasto), sensibilità (rapidità), velo di base, densità massima, ecc. Per tutti questi parametri prestazionali vi sono delle tolleranze di fabbricazione, come risultato di criteri di accettazione indotti dal mercato (o dalla legislazione) e da pratiche prudenti di fabbricazione. Parlando in generale, maggiore è il contrasto intrinseco della pellicola (tutte le pellicole per mammografia sono pellicole a “contrasto più alto”), più pronunciate possono essere le variazioni di densità in conseguenza di piccole variazioni di esposizione, sia che si tratti di un sensitometro sia di effettiva esposizione ai raggi X. Non si tratta di una novità; è il comportamento delle pellicole ad “alto contrasto”. Piccole differenze d'esposizione sono “amplificate” generando differenze maggiori di densità dalla curva caratteristica più ripida della pellicola ad “alto contrasto”. L'attuale tendenza verso immagini mammografiche a contrasto ancora più alto, ottenuto mediante il progetto della pellicola, l'aumento del tempo d'immersione nel rivelatore, o con prodotti chimici per trattamento specifici “mammografici”, ha fatto sì che questo problema della “differenza di densità” si verifichi con frequenza maggiore.

Nella pubblicazione ACR del 1995 Recommended Specifications for New Mammography Equipment - Screen-Film Systems, Image Receptors, and Film Processors (ordinabile presso ACR telefonando allo 001-800-227-7762) gli Autori suggeriscono che una differenza di densità ottica fino a 0,30 (con una densità di circa 1,25) tra pellicole dello stesso tipo e marca e con approssimativamente lo stesso invecchiamento della pellicola, nel caso di esposizione e contestuale trattamento, corrisponda a una variabilità di fabbricazione accettabile. Secondo tale pubblicazione, il modo suggerito con il quale l'utilizzatore può compensare tale variabilità attesa è la modifica con il comando “densità” AEC nella misura necessaria. Inoltre gli Autori di questa pubblicazione ACR consigliano fortemente di eseguire anche un test “split film” per un confronto delle densità. Dal momento che ci possono essere diverse discrepanze utilizzando luce simulata degli schermi per predire la risposta di una pellicola rispetto alla risposta in condizioni di effettiva esposizione ai raggi X, gli Autori mettono in guardia contro l'uso di sensitometri commerciali per predire differenze di sensibilità o “rapidità” della pellicola.

Coloro che eseguono indagini mammografiche mediante sistemi schermo/pellicola dovrebbero comprendere questa eventualità ed essere pronti a effettuare regolazioni di compensazione sui dispositivi di controllo automatico d'esposizione (AEC) delle proprie apparecchiature radiografiche dedicate per mammografia. Questo livello di potenziale variabilità dell'emulsione della pellicola sottolinea anche l'importanza dell'eseguire un calcolo appropriato per il “crossover”, ossia della transizione, ogni volta che si introduce un lotto differente di emulsione di pellicola per il Controllo Qualità per mammografia. Se non si esegue la procedura di crossover o la si esegue in modo non corretto, la capacità di monitorare le condizioni di trattamento (ossia di poter fare affidamento sui diagrammi di Controllo Qualità) risulta immediatamente discutibile.

Inoltre è un fatto che la maggior parte delle pellicole, invecchiando, spesso modifica la risposta sensitometrica. Tipicamente i valori di “rapidità” e di “contrasto” diminuiscono e, se non si seguono le linee guida di immagazzinamento consigliate per la temperatura e l'umidità relativa, allora le variazioni sensitometriche possono verificarsi più rapidamente. Queste variazioni di “rapidità” e “contrasto” possono produrre variazioni di densità misurabili nelle esposizioni sensitometriche, ma tali variazioni piccole e graduali nel tempo possono o no essere rilevabili quando si osservano delle immagini cliniche.

Normalmente la pellicola utilizzata per l'imaging clinico è consumata più rapidamente della confezione o confezioni di pellicola accantonate per il Controllo Qualità, specialmente se il monitoraggio è su una sola sviluppatrice. In tali casi, è possibile che si debba tenere conto dell'invecchiamento della pellicola nell'analisi delle differenti densità della pellicola trattata, e il fabbricante della pellicola dovrebbe essere in grado di fornire, su richiesta, informazioni sull'età dell'emulsione. Se non è possibile rispettare le condizioni consigliate per la temperatura e l'umidità relativa, in alcuni casi può essere utile cambiare con maggiore frequenza la confezione di pellicola utilizzata per il Controllo Qualità.

 


MARCA, TIPO(I), CORRETTA MISCELAZIONE E INVECCHIAMENTO DEI PRODOTTI CHIMICI 
Le condizioni dei prodotti chimici per trattamento sono di vitale importanza per mantenere entro limiti accettabili le densità della pellicola. Si è rilevato che prodotti chimici di marche differenti producono, con la stessa pellicola, una “rapidità” maggiore o minore e un “contrasto” maggiore o minore. Tipi differenti di chimica nell'ambito della stessa marca (ad es. “soluzioni di rivelatore per mammografia”) possono avere un effetto similare e anche più significativo. Raccomandazioni specifiche sulla temperatura per dati tipi di soluzioni per trattamento e sviluppatrici per pellicole, nella maggior parte dei casi possono essere ottenute tramite i fabbricanti della pellicola e/o della sviluppatrice oppure tramite i loro distributori autorizzati.

I metodi di miscelazione dei prodotti chimici possono variare sia nella miscelazione manuale sia in quella con miscelatori automatici, ed è responsabilità di chi effettua la miscelazione di assicurare che le soluzioni miscelate rientrino nelle specifiche del fabbricante. Le prove eseguite comunemente per la verifica dell'integrità chimica, come il pH e la gravità specifica, NON danno “il quadro completo”; il rilevare un corretto pH non garantisce di per sé che la soluzione sia stata miscelata correttamente. Una misura di gravità specifica non è di per sé abbastanza specifica per determinare se componenti critici, come gli anti-velo per il rivelatore, manchino o siano stati rimossi dalla soluzione. Inoltre, la calibrazione delle apparecchiature di prova e le temperature alle quali si effettuano le misure sono molto importanti per fornire dati accurati.

L'ossidazione dei prodotti chimici e/o l'età dei prodotti chimici miscelati sono variabili addizionali che possono influenzare le densità della pellicola. Il seguire le raccomandazioni del fabbricante per il rinnovo dei prodotti chimici, l'utilizzo di coperchi galleggianti nelle vasche d'integrazione, l'appropriata ventilazione della sviluppatrice per l'eliminazione dei fumi, ecc., riduce la variabilità dovuta all'età e contiene al massimo l'ossidazione chimica.

 


EFFETTI DI “STAGIONATURA” SUI PRODOTTI CHIMICI DERIVANTI DAL TRATTAMENTO DELLE PELLICOLE 
Come conseguenza del trattamento delle pellicole, nelle soluzioni di trattamento fresche si verificano dei cambiamenti chimici. Questi cambiamenti sono denominati collettivamente “stagionatura” e la stagionatura ha dei chiari effetti sulle densità delle pellicole trattate. Si tratta di una questione complessa, poiché la stagionatura è influenzata dal numero e dai tipi di pellicole inserite nella sviluppatrice, pertanto le densità delle pellicole possono cambiare nel tempo, man mano che il grado di stagionatura varia.

L'aggiunta di soluzione “starter” per il rivelatore è progettata per portare molto rapidamente la chimica miscelata da poco tempo (“fresca”) a uno stato stagionato, così che le densità delle pellicole siano soggette a variazioni minori. I sottoprodotti dello sviluppo delle pellicole, tuttavia, causano effetti ulteriori di stagionatura e quindi nella maggior parte dei casi l'aggiunta della soluzione starter per il rivelatore non elimina completamente alcuni cambiamenti di densità nel tempo dovuti a questo fattore.

Le soluzioni starter per rivelatore non sono tutte formulate allo stesso modo; anche questa può essere una sorgente di variabilità della densità. È possibile che alcune marche di soluzione(i) starter per rivelatore non assicurino prestazioni sensitometriche equivalenti a quelle specificate dal fabbricante della pellicola. Per tali ragioni, spesso è una buona idea utilizzare della soluzione starter per rivelatore prodotta dallo stesso fabbricante del rivelatore che si sta utilizzando, poiché queste soluzioni sono state progettate per funzionare insieme.

 


TASSI DI INTEGRAZIONE DEI PRODOTTI CHIMICI PER IL TRATTAMENTO DELLE PELLICOLE 
Per il mantenimento entro limiti accettabili della stabilità delle densità delle pellicole trattate è fondamentale stabilire dei corretti tassi d'integrazione dei prodotti chimici. Si consulti il fabbricante della pellicola e/o dei prodotti chimici per suggerimenti sui tassi d'integrazione appropriati. I tassi d'integrazione differiscono in funzione di molti fattori: il numero e i tipi di pellicola(e) trattati, la densità della pellicola, l'orientamento della pellicola all'inserimento dei singoli fogli nella sviluppatrice, il fatto che le pellicole siano inserite una alla volta o due alla volta, che la sviluppatrice sia “dedicata” al trattamento di un solo tipo di pellicola o di tipi/marche multipli di pellicole, ecc. È possibile che in alcuni casi siano consigliabili modifiche al software per il calcolo del tasso d'integrazione della sviluppatrice per pellicole. Nel tempo cambiamenti nelle formulazioni dei prodotti chimici e/o modifiche dell'emulsione delle pellicole possono anche dettare revisioni delle raccomandazioni per i tassi d'integrazione. Normalmente si possono ottenere i dati sui tassi d'integrazione raccomandati o direttamente dal fabbricante o tramite i distributori di soluzioni/servizi per prodotti chimici.

Il Bollettino di assistenza n° 30 tratta i tassi d'integrazione raccomandati per le pellicole Carestream.

Questo documento è disponibile anche tramite il sistema FAXBACK 001-800-336-4722 (documento n° 11).

 


APPARECCHIATURE RADIOGRAFICHE DIFFERENTI 
Apparecchiature differenti per la generazione di raggi X possono introdurre molte variabili che influenzano le densità delle pellicole trattate. Persino due modelli similari di apparecchiature dello stesso fabbricante possono variare a causa della variabilità da unità a unità, eventualmente per differenti entità della filtrazione del fascio, ecc. Quando si producono pellicole da controllare e monitorare per specifiche misure di densità è sempre consigliabile utilizzare la stessa apparecchiatura radiografica. Naturalmente, anche la stessa apparecchiatura per l'esposizione con raggi X può nel tempo produrre livelli d'esposizione differenti, anche quando s'impostano gli stessi parametri. Per i problemi relativi alle apparecchiature consultare un Fisco sanitario.

 


ACCURATEZZA DELLA CALIBRAZIONE DELLE APPARECCHIATURE PER ESPOSIZIONE RADIOGRAFICA NEL TEMPO 
Si devono eseguire prove periodiche per assicurare l'accuratezza e la ripetibilità dell'esposizione con apparecchiature radiografiche. Ciò riduce o elimina questa sorgente potenziale di variabilità della densità delle pellicole trattate.

 


IMPOSTAZIONI PRESCELTE PER L'ESPOSIZIONE RADIOGRAFICA 
Si impostano gli stessi parametri d'esposizione? Anche se s'impostano gli stessi parametri d'esposizione, si ricordino la variabilità nel tempo da emulsione a emulsione spiegata al punto 1, e tutte le altre possibili sorgenti di variabilità delineate in questo documento.

 


SCELTA DELLA CELLA(E) AEC/POSIZIONE DELLA CELLA(E) AEC 
Scegliendo la stessa cella(e) AEC (AEC = controllo automatico esposizione) e assicurandosi che la posizione della cella non sia cambiata, si riduce la possibilità di variazione dell'esposizione e quindi di variazione della densità della pellicola.

 


POSIZIONAMENTO DELL'OGGETTO TEST/PARTE ANATOMICA SOPRA LA CELLA(E) AEC 
Ponendo particolare attenzione al posizionamento del paziente e/o dell'oggetto test rispetto alla posizione della cella AEC si riduce o si elimina questa variabile.

 


DIFFERENZE NELLA COLLIMAZIONE UTILIZZATA 
Normalmente, cambiando la collimazione s'influenza la produzione di radiazioni diffuse (scatter), che hanno effetto sull'esposizione complessiva, il contrasto d'immagine e la dose al paziente. Cambiando la collimazione, aumenta la probabilità di densità alterate della pellicola trattata.

 


INTEGRITÀ/CONDIZIONI DELLA LUCE DI SICUREZZA 
Condizioni non appropriate di luce di sicurezza possono causare un aumento dei livelli di velo sulle pellicole, valori aumentati di “rapidità” o densità intermedia, e produrre un contrasto d'immagine minore e misure di differenze di densità inferiori. Si devono eseguire prove periodiche su tutte le luci di sicurezza delle camere oscure per assicurare tempi appropriati per la manipolazione sicura delle pellicole utilizzate in quella(e) camera oscura. Carestream può fornire un opuscolo con informazioni sulle luci di sicurezza e sulle prove per le luci di sicurezza (N° catalogo 848 0733; 1,00 $ per copia). Lo si può ordinare chiamando lo 001-800-677-9933 o si può eseguire il download da Internet.

 


INSERIMENTO DELLE PELLICOLE CON L'EMULSIONE VERSO L'ALTO O VERSO IL BASSO 
Secondo la pellicola, la marca e il modello di sviluppatrice e le caratteristiche di ricircolazione all'interno di una data sviluppatrice, quando s'inseriscono nella sviluppatrice pellicole monoemulsionate con l'emulsione disposta verso l'alto o verso il basso si possono presentare sulla pellicola delle densità differenti. Normalmente, questa possibilità, più altre considerazioni come la riduzione di certi tipi di artefatti di trattamento, spingono i fabbricanti di pellicole e/o sviluppatrici a specificare in quale modo orientare una particolare pellicola monoemulsionata quando la si tratta. Tuttavia, è una buona idea valutare ciascuna sviluppatrice individualmente e determinare quale orientamento nell'inserimento della pellicola assicura i migliori risultati complessivi di trattamento. Una volta presa questa decisione, tutti devono essere addestrati a inserire la pellicola(e) nello stesso modo, per assicurare uniformità e ridurre al minimo le possibili variazioni di densità sulle pellicole trattate.

 


INSERIMENTO DELLE PELLICOLE ALLA DESTRA/SINISTRA/CENTRO DEL VASSOIO D'ALIMENTAZIONE 
A causa delle configurazioni dinamiche di ricircolazione entro le vasche interne ed entro i componenti rack di una data sviluppatrice, e delle condizioni del sistema di ricircolazione di una data sviluppatrice, l'attività locale di sviluppo può a volte differire leggermente tra un lato e l'altro della vasca. Questa leggera possibile differenza di sviluppo non dovrebbe influenzare la normale visualizzazione clinica dell'immagine. Tuttavia, delle misure di densità su aree di un semplice oggetto test e/o di strisce sensitometriche potrebbero rivelare queste differenze di densità se e quando eventualmente si verificano.

 


UTILIZZO DI CASSETTE DIFFERENTI 
Cassette differenti dello stesso tipo e marca possono avere piccole differenze nelle caratteristiche di attenuazione/trasmissione dei raggi X, che si possono tradurre in densità differenti sulle pellicole trattate. Tali variazioni di densità derivanti da questa sorgente normalmente non dovrebbero influenzare la visualizzazione clinica dell'immagine, ma quando si eseguono misure di densità e le si confrontano su pellicole esposte in cassette, si raccomanda di utilizzare la stessa cassetta per eliminare questa possibile variabile.

 


UTILIZZO DI SCHERMO(I) DI RINFORZO DIFFERENTE 
A volte la “rapidità” dello schermo di rinforzo può differire pur con lo stesso tipo e marca di schermo, a causa della variabilità del rivestimento ai fosfori, di revisioni nella costruzione dello schermo nel tempo, del tipo di soluzione di pulizia degli schermi nel tempo, e di altri fattori. Per queste ragioni, si raccomanda l'utilizzo dello stesso schermo(i) e cassetta quando si eseguono esposizioni con oggetto test o per qualsiasi altra immagine radiografica con la quale si misurino e/o confrontino delle densità in aree prescelte su pellicole trattate. Il manuale ACR raccomanda un limite superiore di 0,30 per le differenze di densità ottica tra tutte le cassette/schermi per mammografia nello stesso Dipartimento. Le prove per questa variabilità devono essere eseguite seguendo le linee guida pubblicate nel Manuale di controllo qualità dell'American College of Radiology.

 


EMULSIONE PELLICOLA ORIENTATA IN MODO NON CORRETTO NELLA CASSETTA 
Un orientamento non corretto dell'emulsione della pellicola rispetto allo schermo, nel caricamento della pellicola(e), produce marcate differenze di rapidità di sistema, immediatamente evidenti sotto forma di significative differenze di densità sulle pellicole trattate.

 


UTILIZZO DI FANTOCCI/OGGETTI TEST DIFFERENTI 
È possibile che, nei fantocci e negli oggetti test, esistano piccole differenze di costruzione e/o di attenuazione dei raggi X che possono causare differenze di densità sulle pellicole trattate. Per queste ragioni, quando si eseguono esposizioni per produrre e misurare certe densità sulle pellicole nel corso del tempo, è opportuno utilizzare lo stesso fantoccio o oggetto test.

 


MISCELLANEA DI PELLICOLE IN SVILUPPATRICE(I) NON DEDICATA 
Alcune prove hanno mostrato che in sviluppatrici “non dedicate” nelle quali si trattano pellicole mammografiche insieme ad altri tipi/marche di pellicola(e), alcuni mix e volumi di pellicole differenti possono influenzare la “stagionatura” dei prodotti chimici, il che può di conseguenza avere effetto sulle densità delle pellicole trattate. In tali circostanze di trattamento non dedicato, può essere prudente consultare, come prima cosa, il fabbricante della pellicola e/o dei prodotti chimici per valutare se ci sono eventuali informazioni addizionali o precauzioni relative a un particolare mix di tipi/marche di pellicole.

 


INTERVALLO DI TEMPO VARIABILE PRIMA DEL TRATTAMENTO DELLE PELLICOLE 
Quando le stesse pellicole sono trattate dopo tempi di attesa differenti dopo l'esposizione, si possono verificare dei cambiamenti di densità. È possibile che si debba tenere conto di questa variabile, conosciuta come “mantenimento dell'immagine latente” (“Latent Image Keeping”, LIK), se le pellicole non sono trattate sempre entro lo stesso intervallo di tempo dopo l'esposizione ai raggi X o sensitometrica. Parlando in generale, in termini di perdita percentuale le caratteristiche LIK tendono a influenzare la “rapidità” della pellicola più che il gradiente medio, nel caso entrambe le misure siano rilevate con gli stessi intervalli di tempo (ossia, da zero a 48 ore post-esposizione). Nelle situazioni con mezzi mobili nelle quali non è possibile eseguire il trattamento immediatamente dopo l'esposizione, ciò può diventare una variabile importante se si effettuano e si confrontano specifiche misure di densità.

Le pellicole non presentano tutte le stesse caratteristiche di mantenimento dell'immagine latente; a richiesta, il fabbricante della pellicola dovrebbe essere in grado di fornire i dati. Per la perdita di densità ottica dovuta al LIK l'ACR raccomanda un limite non superiore a 0,15 per le pellicole mammografiche a una densità di circa 1,25. L'ACR raccomanda, se in alcune circostanze le caratteristiche LIK costituiscono un problema, di utilizzare per uniformità lo stesso ritardo temporale prima del trattamento e di compensare agendo sulla circuiteria dell'AEC secondo quanto necessario.

 


CARATTERISTICHE DI RECIPROCITÀ DELLA PELLICOLA 
“Caduta della reciprocità” (“Reciprocity failure”) è un termine utilizzato per descrivere la risposta o sensibilità non lineare di una data emulsione di una pellicola, normalmente a certi estremi di tempi di esposizione molto brevi, o molto lunghi, o entrambi. Quindi, è possibile che in certe circostanze d'esposizione le densità di una pellicola trattata non siano riproducibili, in conseguenza di una scelta dei fattori d'esposizione manuale piuttosto che mediante controllo automatico d'esposizione (circuiteria AEC).

Attualmente la maggior parte delle esposizioni per mammografia su pazienti clinici o su fantocci sono eseguite utilizzando un controllo automatico d'esposizione. Come risultato della combinazione schermo/pellicola impiegata, della generazione e delle condizioni dell'apparecchiatura d'esposizione e dell'AEC, del paziente/fantoccio e di altre variabili, può avvenire che alcune esposizioni cadano nell'intervallo in cui si devono prendere in considerazione le caratteristiche di reciprocità della pellicola. Al momento, la durata preferita dell'esposizione è approssimativamente tra 1,0 e 1,5 secondi. Tempi d'esposizione superiori a 2 secondi possono eventualmente aumentare la probabilità di movimenti del paziente (con conseguente sfocatura) o di caduta della reciprocità o entrambi. A seconda dell'apparecchiatura per l'esposizione con raggi X, della combinazione schermo/pellicola, ecc., è possibile sia necessario aumentare i kVp per mantenere l'esposizione sotto i 2 secondi. Per questa determinazione si deve consultare un Fisico sanitario.

La maggior parte delle unità radiografiche più recenti dedicate per mammografia offre un qualche tipo di compensazione automatica o salvaguardie per ridurre al minimo questa variabile reciprocità